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Moggiopoli atto 2°:Juventus e Figc.Moggi manovrava così

Suggerimenti sulla linea da tenere su Deschamps, chiacchierate con Bettega per sistemare Gheddafi, dialoghi con i funzionari della federazione, suggerimenti a Cairo. Ecco il contenuto delle ultime intercettazioni
Luciano Moggi, 70 anni, al centro dello scandalo calcio. Ap
Luciano Moggi, 70 anni, al centro dello scandalo calcio. Ap
MILANO, 18 dicembre 2007 - Un Moggi sempre bianconero, un Moggi che si sente ancora di lavorare per la Vecchia Signora, un Moggi che si tiene stretto i rapporti con pezzi di Federcalcio. È questo il quadro che emerge dalla prima lettura della informativa depositata al Gup. Quattrocentosette pagine, tanto è lunga la seconda e per ora ultima informativa delle seconda sezione Roma dei carabinieri del nucleo operativo di via in Selci. "Dalle risultanze acquisite — scrivono gli investigatori — emerge come Moggi abbia continuato a esercitare la sua attività e la sua influenza su alcuni settori del mondo del calcio, mantenendo attivi i suoi interessi". Tante le telefonate intercettate di Luciano Moggi, ma anche dei suoi più stretti collaboratori e amici tra ottobre 2006 e maggio 2007.
MOGGI E LA JUVE Bisogna arrivare alle telefonate con Alessio Secco per capire fino a che punto Luciano Moggi abbia ancora le idee ben chiare su quello che la squadra debba fare. Detta a Secco i passi da compiere egli suggerisce come difendere l’allenatore dagli attacchi. È come se parlasse un dirigente momentaneamente sospeso, non uno con 5 anni di squalifica e la proposta di radiazione. Anche le telefonate con Roberto Bettega sono significative: troppi gli anni in cui si è combattuto spalla a spalla per non avere tanto da raccontarsi, da commentare. Soprattutto si parla di Al Saadi Gheddafi, il figlio del Colonnello libico, parcheggiato alla Sampdoria. "L’ingegnere si è lamentato perché s’era dimenticato che mercoledì si gioca", gli dice Bettega.
RAPPORTI CON LA FEDERCALCIO Parlano al telefono con Moggi anche tre consiglieri federali, Gabriele Gravina, Carlo Tavecchio e William Punghellini. Telefonate di diverso tenore. Punghellini raccoglie lo sfogo dell’ex d.g. bianconero per le sentenze e commenta che "le pressioni le hanno fatte su altri". Parla addirittura di pressioni venute da "molto in alto". Gravina chiacchiera amabilmente del ruolo di direttore generale della Federcalcio — all’epoca il posto era occupato da Virginia Filippi che si è dimessa lo scorso novembre —; Tavecchio fa due chiacchiere lamentandosi che Moggi non lo avesse chiamato prima. I rapporti sono sempre strettissimi e i magistrati napoletani Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci vogliono vederci chiaro. Le prime 23 pagine dell’informativa depositata il 12 dicembre in cancelleria dal Gip Eduardo De Gregorio, sono riservate a Nello De Nicola — ex braccio destro di Moggi ai tempi della Juventus e all’epoca delle intercettazioni all’Ascoli — che viene intercettato anche mentre chiede e fissa un appuntamento con il presidente della Figc Giancarlo Abete, ma allora non era ancora stato eletto. L’incontro è fissato sulla Prenestina la sede degli uffici dell’azienda di famiglia degli Abete, si parlerà di immobili.
FUNZIONARI FIGC Interessante lo scambio di telefonate tra Giulio Pazzanese funzionario Figc addetto alla biglietteria delle Nazionali e Armandino Aubry, autista di fiducia di Moggi. I due chiacchierano amabilmente dell’arbitrato presso la Camera di conciliazione del Coni (siamo in febbraio 2007). Pazzanese conferma ad Armandino che Moggi non avrà sconti.
DIRIGENTI SPORTIVI Moggi chiama Urbano Cairo per criticare la gestione del Torino; ma raccoglie anche lo sfogo di Rino Foschi (Palermo) che si lamenta del fatto che la Gazzetta si ostini a chiamare Moggiopoli quello che è successo nel calcio. Si parla di mercato con Fabrizio Lucchesi e Imborgia. Si parla di biglietti da dare gratis anche con il dirigente della Roma Daniele Pradé.
SIENA Nell’informativa si chiarisce che Moggi cercava di acquisire il Siena, ma che l’operazione non gli riesce. Sarà per questo soddisfatto l’azionista di maggioranza Lombardi Stronati che ieri tramite l’avvocato Grassani ha presentato un esposto alla Procura federale e che ha precisato: "Con Moggi non ho mai parlato prima della cessione del Siena. Non lo conoscevo e da lui ho avuto solo un attacco dalle colonne di Libero".
Maurizio Galdi
www.gazzetta.it

Pubblicato il 18/12/2007 alle 14.56 nella rubrica Diario.

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